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lunedì 10 gennaio 2022

Buone azioni per buoni propositi

Buone azioni per buoni propositi

Ognuno di noi soprattutto nel primo periodo dell’anno tende a ripensare e riordinare i propri propositiGeneralmente il termine "proposito" è sempre affiancato da un aggettivo positivo perché chiaramente un proposito per essere riconosciuto tale deve necessariamente essere un "buon proposito".

Ma chi è che traccia la linea sottile tra un proposito buono e uno cattivo? Chi è che decide? Chi è che mette l’etichetta sul mio proposito?

Un proposito può restare solo un’idea, un’immagine dettata dalla propria volontà di vedersi e sentirsi migliori: nella parola migliore c’è "miglio" che è unità di misura della lunghezza e "ora" che è l’unità di misura del tempo. Forse essere migliori significa proprio questo, camminarsi dentro rispettando i propri tempi, camminarsi dentro idealizzando buoni propositi con il fine ultimo però di renderli azioni concrete.

Più importanti dei propositi sono le azioni, sono davvero quelle a fare la differenza nel mondo. La differenza sostanziale tra una buona e una cattiva azione non va ricercata nei castelli del mondo dei grandi, ma si apprende nei primi anni dell’infanzia, è lì che impariamo le vere buone pratiche per saper stare al mondo: dividere tutto con gli altri, giocare correttamente, non fare del male agli altri, rimettere a posto il disordine. Basterebbe scegliere uno di questi concetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo al lavoro, alla famiglia, alla politica, al mondo, e si dimostrerà vero, chiaro, incrollabile.

Siamo vittime di un bombardamento mediatico che si ostina a farci vedere solo la parte peggiore del mondo, quella fatta di delinquenza e criminalità. Una parte che non va assolutamente ignorata e sottovalutata, ma che spesso tende a prevalere sulla bellezza che invece viene sempre più raramente raccontata.
C’è tanta disillusione verso un futuro sempre più incerto, ma allo stesso tempo c’è la forza e l’esempio di tanti esseri umani che riempiono il mondo di storie di bellezza e umanità che vanno accolte, emulate e condivise. 
Ci sono i ragazzi che seguono le orme della Fondazione Vassallo, che partecipano a Futura 2025 proiettandosi nel domani in cui saranno classe dirigente e vorranno farlo tenendo come faro i principi di Legalità e Bella politica di Angelo Vassallo. Ci sono tanti giovani che aderiscono a progetti di servizio civile e volontariato ponendosi come obiettivo quello di aiutare chi è in difficoltà.

La crisi pandemica ci ha posto di fronte le enormi lacune del nostro sistema sicuramente, ma allo stesso tempo ci ha raccontato storie di bellezza laddove abbiamo visto personale sanitario messo in ginocchio ma inarrestabile che ha onorato fino all’ultimo la divisa che indossava e la strada di vita che aveva scelto.

La bellezza fiorisce ogni volta che un individuo si reca in un centro trasfusionale per compiere un atto d’amore tra i più grandi come quello della donazione di sangue. Ogni volta che tendiamo la mano ad un’anziana per cui il gradino di quell’autobus è davvero troppo alto.

Agli atti empi e scellerati in definitiva si risponde con azioni concrete e positive.

Hanno sfregiato a Manfredonia l’ulivo piantato nel 2017 in onore di Angelo Vassallo? Piantiamone altri cento a confermare che all’oligarchia della violenza, segue la democrazia della bontà. 

“Li avete uccisi, ma non vi siete accorti che erano semi”.

 
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