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martedì 26 gennaio 2021

#giornatadellamemoria: si sceglie sempre di essere uomini (oppure no)...

#giornatadellamemoria: si sceglie sempre di essere uomini (oppure no)...

L’indifferenza rende complici. Fu così negli anni della Seconda Guerra Mondiale; ed è così oggi, quando crediamo che qualcosa sia priva di valore fino a che non ci riguarda da vicino, non ci tocca nel profondo.

Al di là della memoria storica di ciò che accadde nei campi di Auschwitz-Birkenau e del valore incommensurabile delle testimonianze dei sopravvissuti, prima ancora di celebrare dovremmo provare a comprendere.

Comprendere per non restare indifferenti, per non farsi complici. 

Certo, ricordiamo perché l’oblio avvelena la realtà; ricordiamo perché ci hanno insegnato che la storia è preziosa ma è la memoria che le dà un senso e un’anima; ricordiamo nell’imperterrito tentativo di trasformare il ricordo in radice ed identità.  

D’altro canto, se è facile rispondere alla domanda sul “perché” ricordiamo, non è altrettanto semplice dare sostanza al “cosa” e al “come”.

 

Fare memoria non è un dovere al quale si adempie in maniera burocratica e formale; non è obbedire ad una prescrizione o restare ordinatamente in fila per una celebrazione ormai divenuta consuetudine immiserita nella ritualità.

Coltiviamo la memoria come sorgente dell’etica, dell’agire per bene, della moralità; come antidoto alla rassegnazione; come vaccino - ci ricorda la senatrice Liliana Segre - prezioso contro l’indifferenza.

Fare memoria è sentire ancora distintamente quel pugno nello stomaco che ci raggiunge sulla spianata dei campi di sterminio dove non dobbiamo lasciar scolorire i segni della tragicità del male perché la Shoah è indubbiamente un unicum irripetibile nella sua immensità e drammaticità ma le condizioni e le cause in cui si è sviluppata si ripetono e si ripropongono quotidianamente, talvolta in maniera quasi più insinuante. 

 

Tocca a noi, pertanto, non abituarci all’illusione che l’irripetibile non possa ripetersi.

Tocca a noi fare nostra la consapevolezza di essere uomini. 

Tocca a noi fare memoria.

Lo dobbiamo a chi ha sofferto e a chi ha lottato. 

Lo dobbiamo ai giusti, a chi verrà dopo di noi. Per educazione, per continuità, per amore.

Lo dobbiamo a noi stessi, perché si sceglie sempre di essere uomini, oppure no.

miserabili ci sono e ci saranno sempre. 

Noi, però, possiamo scegliere.

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