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lunedì 21 dicembre 2020

L'attesa è la vita

L'attesa è la vita

Una donna porta in grembo il frutto dell’amore con il proprio uomo per nove mesi. Vede il suo corpo cambiare, modificarsi giorno dopo giorno. Sente il suo respiro variare nel ritmo, nella profondità. Il tempo è indefinito, nonostante quella donna conti le ore e anche i minuti, che la separano dalla sua nuova vita. Un turbinio di emozioni, di sentimenti nuovi, esasperati dall’inconsapevolezza di ciò che sta per succedere. Una donna porta in grembo suo figlio e non sa cosa vuol dire essere madre finché non lo avrà tra le braccia e lo donerà al mondo. Una donna, con pazienza, vive l’attesa

Nell’attesa crescono i desideri, si alimentano i pensieri, si affrontano i problemi e si trovano soluzioni. L’attesa è la sospensione tra ciò che è stato e ciò che sarà. Ci lascia intravedere il futuro in un’immagine ideale, frutto di un sogno.

Noi aspettiamo questo e siamo sorpresi da quello” dice Wittgenstein, filosofo della prima metà del secolo scorso. Dunque non vi è mai una vera soddisfazione dell’attesa, poiché l’atteso appartiene all’immaginario, colui che arriva, all’evento.

Una bolla di sapone gigante che attraversa luoghi e stagioni, che riflette albe, tramonti e arcobaleni, che si riempie delle aspettative di chi incontra.

Questa è l’attesa. Poi scoppia, esplode, quando i tempi sono maturi e dove cade, ciò che la bolla contiene, può stravolgere il presente, alimentando semplicemente una nuova dimensione in cui attendere e restare in attesa.

Chi sa pazientare, con calma, attende. Chi sa che il tempo porta con sé le risposte, attende. Chi agisce e chiede una reazione, attende.

Dal momento in cui una madre dà alla luce suo figlio, l’attesa diventa doppia e si moltiplica per quante madri e quanti figli ci saranno su questa terra.

L’attesa è la vita stessa.

Nel tempo sospeso dell’attesa, trovano spazio le virtù dell’uomo che si rafforzano lungo il cammino che ci separa dal traguardo. È l’impegno del singolo che continua senza sosta la sua marcia verso l’obiettivo, che non sarà mai ciò che si aspettava, poiché il “sapore” del desiderio può essere migliore della sua realizzazione, sulla quale non abbiamo tutto il potere.

Ecco allora che l’attesa della Verità, della Giustizia, della Legalità, della Solidarietà ha al suo interno l’entusiasmo di chi si prefigura il successo delle proprie azioni, pregusta la fine di un calvario, trova concretizzati i propri ideali.

E se la fine dell’attesa fosse solo l’inizio di una nuova?

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