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mercoledì 6 gennaio 2021

L'uomo, l'ambiente e la bellezza

L'uomo, l'ambiente e la bellezza

“Rispetto dell’ambiente e legalità. Queste sono le risorse del domani per la costruzione di una nuova felicità e di una nuova economia.”

(Angelo Vassallo)

Negli anni ‘90 del secolo scorso, un sindaco visionario e rivoluzionario usava due vocaboli che oggi riempiono le aule scolastiche, i talk show, le manifestazioni: ambiente e legalità.

Angelo Vassallo lo aveva capito che la ricchezza del suo popolo e della sua terra sarebbe passata proprio da lì. Non solo, passeggiava ogni giorno per le strade del suo paese e delle sue frazioni spronando i suoi concittadini a creare bellezza intorno. Bastavano semplici accorgimenti: dei fiori ai balconi, le bouganville davanti ai portoni.

Sapeva che il mare era la ricchezza del mondo, per la sua grandezza, la sua magnificenza, per essere luogo di accoglienza della vita, flora e fauna marine. Per questo lo rispettava, tanto da iniziare un processo di educazione per i pescatori come lui: raccogliere i rifiuti per favorire la riproduzione e ostacolare la morte e l’estinzione. Un totale cambio di prospettiva: il pescatore da predatore a colui che incentiva la nascita e la vita, perché anche il futuro raccolto, nella catena alimentare, fosse migliore.

Pensiamo ad Angelo camminare sulla spiaggia a seminare il giglio marino, pianta di rara bellezza, riscoperta proprio da lui come abitante del Cilento.

Giobbe Covatta direbbe “basta poco, che ce vo’!”

ripensarci, non ci vuole molto. Ci vogliono principalmente tre ingredienti: la Consapevolezza, l’Educazione e la Volontà. 

Studi scientifici hanno scoperto che l’ambiente in cui l’individuo si sviluppa e dal quale riceve gli stimoli sensoriali, nel corso della vita ha un’influenza notevole sul cervello e, di conseguenza, sul comportamento. Ecco allora che un ambiente gradevole alla vista, per i suoni che lo compongono, per i buoni odori che lo attraversano, per le superfici che lo abitano, diventa una fucina di uomini attenti e che incarnano i valori generali dell’Umanità. 

Angelo pensava, e lo sapeva, che il bello di cui ci circondiamo, poteva alimentare altra bellezza, in un circolo virtuoso senza fine.

L’essere umano è catturato maggiormente dal livello di naturalezza di un paesaggio e la conseguente mancanza di contaminazione da parte dell’uomo.

Chiudiamo gli occhi, calmiamo i battiti e immaginiamo una immensa distesa d’acqua davanti ai nostri occhi: il mare che si mescola al cielo, senza nemmeno tracciare la linea dell'orizzonte, è uno spazio infinito; dal porto odiamo il suono del peschereccio che sta rientrando e il vociare dei pescatori che attraccano alla banchina e scaricano il pescato. Sentiamo il profumo del pesce fresco e delle reti appena ritirate. Il profumo dell’aglio che già è pronto in pentola per accogliere a casa queste bontà. Il raggio di sole che si staglia sulla panchina dove l’anziano del paese accompagna con lo sguardo quelli che un tempo sarebbero stati i suoi compagni di lavoro. E un’esplosione di colori alle finestre, nelle aiuole, lungo la passeggiata, i colori del dialetto e delle risate dei passanti.

Lentamente riapriamo gli occhi e davanti a noi ancora la bellezza.

Questo è il mondo che, forse, Angelo sognava.

Questo è l’amore per l’ambiente che non è mio, non è tuo, non è loro.

Il mondo è di ognuno di noi.

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Il libro su Angelo: «Il Sindaco Pescatore»