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lunedì 16 novembre 2020

La comunità. Da Pollica all'Unesco, passando per Gaochun

La comunità. Da Pollica all'Unesco, passando per Gaochun

L'editoriale del lunedì

a cura di Giovanna Pellegrino

 

La famiglia è la prima forma di "comunità" nella quale ci ritroviamo, per caso o per scelta.

Qui vigono le proprie regole, i propri comportamenti, il proprio credo e il proprio modo di agire e interagire. All’interno della comunità si forma l’individuo, che ne prende usi e costumi, che continuerà a tramandare negli anni e nei secoli.

 

Guardando, osservando dall’esterno questa forma di aggregazione e società organizzata, si può vedere come essa viva di rituali, come quelli del riunirsi intorno a un tavolo e condividere e consumare il pasto insieme. Questo momento è l’evento clou della giornata, quando tutti i componenti della comunità si siedono, abbassano le proprie difese e si dedicano a se stessi e agli altri.


In che modo? Nella preparazione e nella condivisione del cibo.

Qui si riconoscono le tradizioni.
Il cibo è un dono. 

Il termine "comunità" contiene questo significato, infatti "munus", che sta alla base dell’etimologia della parola, vuol dire proprio "dono".
Il cibo è il dono che la famiglia mette in tavola e la sua preparazione è un vero e proprio atto d’amore e l’amore tiene insieme questa comunità. Il pasto condiviso è il momento del confronto, dello scambio di idee, di opinioni, è quell’angolo della giornata in cui si può staccare dal resto per dedicarsi a se stessi e agli altri. 

 

Il cibo è nutrimento per il nostro corpo e la nostra mente.

Lo ricordiamo ancor di più oggi, 16 novembre 2020, decimo anniversario dal Riconoscimento da parte dell’Unesco, della Dieta Mediterranea come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

 

Furono Ancel e Margaret Keys a coniare il termine, che sta ad indicare uno stile di vita (dal greco "diaìta - dieta") che avevano scoperto e studiato nel Mediterraneo e che permetteva alla popolazione di Napoli e del Cilento di essere longeva perché meno a rischio di malattie cardiovascolari.

 

Angelo Vassallo venne a conoscenza di questa storia e del suo fautore che portò avanti i suoi studi proprio a Pioppi e Pollica, la sua terra, ed essendo un visionario e un uomo dedito al paese e alle sue ricchezze naturali, ha pensato bene di valorizzare la Dieta Mediterranea, i prodotti che la terra ci offre, e uno stile di vita sano, a partire dall’educazione alimentare nelle scuole. La cosa ha avuto risonanza fino in Cina, tanto che il sindaco di Gaochun, tra i centri più ecologici del Paese, ne fu completamente rapito. E nel 2007 fu siglato un accordo di gemellaggio tra i due paesi per iniziare un "programma di interrelazione per gli studi in materia, da diffondere nelle scuole della popolazione cinese".

Questo alto senso della comunità, Angelo lo riversava in ogni cosa e ce lo ha tramandato.
Ed eccoci qui a ricordarlo anche nelle parole del Ministro Costa, che per l’occasione dice: “...Angelo non riuscì a vedere questo risultato storico, essendo stato barbaramente ucciso il mese precedente; e tuttavia il suo insegnamento di amore per la natura, di cui il riconoscimento Unesco è una manifestazione, resta vivo e continua ad essere una bussola per gli amministratori di oggi”.

 

La comunità è la linfa vitale di un paese e Angelo ce lo ha insegnato.
Concludiamo con le sue parole, durante il Convegno Nazionale Slow Food ad Abano Terme nel 2010
“Come si può non collegare la comunità del cibo alla comunità dei saperi? E allora non perdiamo questi saperi. Un sindaco oggi deve anche pensare alla salute dei cittadini.”

 

Grazie Angelo, perché ci hai lasciato il sapore vero della genuinità.

 

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Il libro su Angelo: «Il Sindaco Pescatore»