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lunedì 23 novembre 2020

La responsabilità della verità

La responsabilità della verità

"La parola greca che traduciamo con 'verità' è 'alétheia', che propriamente significa 'il non nascondersi', e pertanto il manifestarsi, l’apparire delle cose. Ma per il pensiero greco la verità non è soltanto 'alétheia' (come invece ritiene Heidegger): la verità è l’apparire in cui ciò che appare è l’incontrovertibile, ossia ciò che, dice Aristotele, 'non può stare altrimenti di come sta e si manifesta'."

Così scrive il filosofo Emanuele Severino nel suo "Discussioni intorno al senso della verità". Concettualmente è molto chiaro e riusciamo ad accettare e ad accogliere questo pensiero così articolato, come quello del filosofo. Proprio in virtù del fatto che ciò che appare è incontrovertibile, esiste forma di verità assoluta?

Partendo dall’arte, in essa c’è una continua e costante ricerca della verità, quella di un personaggio che altro non è che una persona, con le sue sfumature, sfaccettature, le sue contraddizioni. E all’interno di tutto questo, l’attore vuole arrivare al "Vero". Allo stesso modo il cantante nelle sue canzoni, il pittore nei suoi quadri, il danzatore. Ognuno di questi artisti ricerca la verità, in un movimento, nella parola, nel suono, nel colore e nella forma. L’artista vuole ed è onesto nel proprio lavoro, per questo non terminerà mai la sua ricerca, ne inizierà sempre una nuova, cambiando persona, tela, canzone.

La stessa abnegazione e bramosia di conoscere il vero esiste nella vita quotidianaO voltiamo lo sguardo per ogni slogan lanciato come verità prima da un lato e poi da un altro? Un discorso molto complesso, questo intorno alla parola di questa settimana, che la Fondazione ci propone. 

Pensando proprio alla Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore e a Dario e Massimo Vassallo, si direbbe che la verità non solo va ricercata, ma bisogna lottare per raggiungerla e conquistarla. In dieci anni di storia e di movimento, dal 2010 ad oggi, sono state smantellate tutte le verità raccontate da chi interpretava i fatti, da chi parlava per sentito dire, chi non aveva l’interesse di dire ciò che era accaduto, per riscattare la figura di un uomo che aveva basato tutta la sua vita personale e politica sulla necessità della trasparenza. Se così non fosse stato, la verità su Angelo Vassallo, oggi, sarebbe quella di uomo morto ammazzato per un regolamento di conti. Sembrerebbe assurdo, eppure ce lo spiega bene Dario Vassallo nei suoi libri. Ora possiamo dire che non sia vero, ma poteva essere quella la verità che il Cilento avrebbe conosciuto e ci si sarebbe dimenticati di un Sindaco che ha cambiato il volto di un territorio. 

Dunque, cos’è la verità? In un mondo dove siamo tutti connessi, ma scollegati gli uni dagli altri, tutti con un motore di ricerca sotto mano, ma senza partire ed approfondire, un mondo di opinionisti sulla base di idee e non di fatti, parlare di verità appare in controtendenza: è tutto vero ma è tutto falso. Si continua a raccontare la propria verità, che poi viene smentita, e poi ripresa ancora una volta per poi essere smentita nuovamente, in una giostra infinita. Anche le citazioni vengono cambiate, in questo mondo di meme e decontestualizzate, così chi non ha avuto grandi doti diventa un eroe e chi, invece, ha speso la vita per il cambiamento può essere ridicolizzato.

Gli enti dell’informazione hanno perso il loro potere di verità, perché troppo spesso abusato per far passare notizie che non si limitavano ai fatti, ma li interpretavano, stravolgendone la veridicità.

Tutti noi abbiamo sete e fame di verità, per questo non limitiamoci ad accettare passivamente ciò che viene trasmesso in mainstream ma ricerchiamo, scaviamo, riflettiamo, scriviamo e non smettiamo mai di farci le domande giuste.

Cos’è la verità?

Qual è il costo della verità?

A chi interessa la verità?

Proviamo a rispondere.

 

Illustrazione dell'artista Pawel Kuczynski - immagine dal web

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Il libro su Angelo: «Il Sindaco Pescatore»